domenico.ruggiero06@alice.it
 
www.domenicoruggiero.it.gg
Poesie, aforismi, filosofia, foto del mondo, concorsi, matematica, personaggi, UFO.  
  HOME (biografia + extra)
  AFORISMI, Metafore, Pensieri (celebri e non) - 4
  Poesie e Racconti di D.R.
  Poesie e Racconti di D.R. - 2
  NEL NOME DI DIO (14-8-2013)
  Le fonti di energia effimera (22-8-2013)
  CONCORSI POESIA
  GALLERIA FOTO
  IL MONACHESIMO FEMMINILE NEL MEDIOEVO (F. Squeo - 13-10-2013)
  ARTICOLI di VARIA NATURA
  ARCHIVIO (25-4-2013)
  Titolo della sottopagina Galleria
  Links di Domenico Ruggiero
  Contatore
  Contatti
  GAZZETTA MEZZOGIORNO 22-5-2016
  Elenco links
  Sondaggi d'opinione
  Toplist
  FESTA A VILLA ANZIANI STORELLI - 2016
  FESTA AL CENTRO ANZIANI STORELLI
  NOTTE DEI POETI - DOMENICO RUGGIERO 17-6-2016
  TU CHE VEDI AL DI LA' (POESIA)
  LA BELLEZZA - di FABIO SQUEO
  PREMIAZIONE LA LUCE DELL'ARTE - ROMA
  CONCORSO POESIA LEIVI 2016 - CITTA' DELL'OLIO
  LIETO COLLE - IL SEGRETO DELLE FRAGOLE 2017
  IBISKOS ULIVIERI - AGENDA 2017
  L'ANGOSCIA - di FABIO SQUEO
  IL MONDO DI OGGI - di FABIO SQUEO
  ANTONIO SPAGNUOLO - POETA
  CONCORSO CITTA' DI FUCECCHIO-28-01-2017
  LA BELLEZZA - POESIA DI D.R. -1-2-2017
  PEDAGOGIA NELLA POESIA DI DOMENICO RUGGIERO
  Premio letterario nazionale "Vitulivaria" – IV edizione – 2017
  PREMIO INTERNAZIONALE - LA CATENA DELLA PACE- 2017
  PREMIO POESIA GRIMOALDO I - 2017
  CONCORSO INTERNAZIONALE "CITTA' DEL GALATEO" - 2017
  CONCORSO MILANO INTERNATIONAL - 2017
  PREMIO NAZIONALE P.L. GRAZIANI - 2017
Copyright @ opere di Domenico Ruggiero - CITARE sempre la fonte. ........................................................
PEDAGOGIA NELLA POESIA DI DOMENICO RUGGIERO

L’ESPERIENZA DELLA POESIA NELLA LA SUA FUNZIONE PEDAGOGICA E MORALE

IN DOMENICO RUGGIERO.  

FABIO SQUEO

 

 

Nel pomeriggio del sabato sera

al calar della luna

su di un mare inconsueto

splendeva un sole carico di raggi,

che elargiva al paesaggio

una rada nebbia di pioggia chiara

mentre il vento diradava i fiori

già seccati dal caldo invernale

e la prima primavera

                                                                                                                                                             faceva nascere giovani virgulti.

Era il sogno di chi tutto spera

e niente raccoglie. 

 

 

Domenico Ruggiero[1]

 

 

 

 

 

 

Adottare la poesia come mezzo per comunicare e con funzionalità educativa è uno dei principali motori di crescita dell’individuo. Comunicare non significa sommergere l’ascoltatore di informazioni, ma educarlo all’ascolto, alla valorizzazione della parola, alla comprensione delle diverse ermeneutiche.  Comunicare non è un’arte che si rivolge semplicemente all’ascoltatore, ma, piuttosto, invita a rivolgere il proprio contenuto sull’anima di colui che sta argomentando. L’obiettivo è quello di trasmettere qualcosa che è, in qualche maniera, propriamente nostro. Anche se, va detto, che tutto ciò che è, per così dire,  propriamente nostro, non è “il nostro”, ma è “per noi”. La vita non è nostra, non è di nostra proprietà; ci appropriamo delle cose, ci confrontiamo con le persone, nella misura in cui, queste, sono funzionali alla nostra evoluzione, e imprimiamo, così,  il timbro della nostra esclusività. Ci appropriamo delle cose solamente a posteriori, quando le cose, prim’ancora di essere nostre, sono date a noi, donate a noi. La vita è un dono, la comunicazione è un dono;  e la poesia, quale binomio essenziale tra le due,  si fa dono sintetico ed essenziale.  Nella poesia “Segni particolari”, Domenico Ruggiero scrive:

 

Segni particolari:

amore rinnovabile

con la fioritura del nespolo

che con la forza del destino

deciderà della mia consuetudine.

 

 

 

 

Segni particolari:

 

 

il brulicare delle opere

che seguiranno il padrone

 

 

inafferrabile sentiero

di sangue appena bollente.

 

 

E l’eterno sviluppa

giorni andati

giorni mai esistiti

risorse che restano

sempre le stesse

per riuscire ad amalgamare

il sapore della vita.   

 

Inizialmente, il poeta cerca di trasmettere la ragion d’essere/esistere del dono, nei «giorni mai esistiti» che,fa parte di noi; lo percepiamo in quanto nostro e non di altri; e attraverso una buona comunicazione, lo traduciamo, con la presenza dell’altro, come qualcosa di unico ed irripetibile. In realtà, il tentativo è quello di tradurre  su di un filo invisibile, ciò che “proviene da me”, ciò che è “in-me, permane in me” senza che ne conosca i caratteri della permanenza.  Cerco di realizzarlo in quanto “mio”  e cerco di  comprenderlo in quanto “me”; e, poiché tutto ciò che è in-me, è destinato a non appartenere nell’interezza e nella consapevolezza della mia interezza, ogni cosa, si consegna al non-essere mio o di me, ma solo per- me e per il me, nella permanenza dei momenti, «nell’eterno che sviluppa giorni andati».

In altre parole,   ciò che “proviene da me”, lo realizzo nel progetto della mia realizzazione di essere questo e non quest’altro, quest’altro e quest’altro ancora, nel sapere che tutto ciò che era in-me, e lo percepivo come tale fino a poco tempo fa, in verità, non rientra negli schemi del mio possesso costitutivo. Tutto ciò che permane in-me resterà lontano da me,  pur essendo per me. Questa è l’essenza del dono.  Il dono ha in sé questo  timbro enigmatico:  quello di essere … senza la ragione. Il dono, quando c’è, e dal momento che “c’è” non trova la ragione della provenienza nell’essere da cui è stato concepito. Ecco che occorre un’educazione edificante  alla comprensione non semplicemente della poesia, ma del “dono” della poesia, della vita che si lascia vivere nell’incognita, in quanto vita mia, e non come la mia vita. Per Domenico Ruggiero, l'educazione alla poesia non è un processo naturale, ma deve essere guidata, corredata di buone referenze e attuata nella spontaneità. Le parole, i pensieri, possono forgiare la realtà che ci circondano e, quest’ultima, può essere modificata secondo le nostre strutture orientative.

Educare alla poesia è un operazione funzionalmente pedagogica,  poiché non solo coinvolge l'intera sfera emotiva , ma sviluppa originariamente la capacità di comprendere le sfumature dei sentimenti e le ragioni del mondo all’interno del quale si vive. Il poeta, in possesso di questi strumenti pedagogici, immerso nella conoscenza delle immagini e delle armonie, diventa a sua volta autore, non solo della poesia ma anche della vita che si traduce in poesia.  La poesia si rigenera, nasce per una seconda volta insieme al suo autore  e, di conseguenza, il percorso della vita diviene infinitamente reale e pieno di grazia.  Di fronte al tipo di comunicazione suggerito dagli educatori della bellezza, della lirica, la poesia consente di recuperare il valore del dialogo e propone, mediante esso, anche di trasmettere un messaggio cristiano: “ama il prossimo tuo come te stesso”.

Ad avviso di Ruggiero, educare alla poesia significa anche educare all’uso della parola, delle sue proprietà ineffabili,  del suo significato in ordine al pensiero. La parola poetica, il cui senso può essere afferrato solo nel silenzio o nel fragile bisbiglio, ci invita all’ascolto del nostro ‘traffico interiore, fatto di momenti irrazionali e istintivi, per certi versi.   Essa, contemporaneamente ci spinge ad un ascolto empatico del punto di vista dell’altro. La poesia, quindi, favorendo l’incontro con l’altro, diventa un esercizio per imparare ad ascoltare l’altro e nello stesso tempo il nostro vissuto latente, le nostre potenzialità interiori.

È proprio la poesia,  per Ruggiero , come l'arte e la pedagogia, a condurre i giovani e le giovani al di fuori  della noia dell'esistente; la poesia porta nell'animo dei ragazzi e delle ragazze quella traccia filosofica di trascendenza immanente, ma anche di formazione consapevole.

La poesia è nelle cose di tutti i giorni, anche e soprattutto in quelle più vicine a noi; ciò che le sottrae dall'ovvietà e dalla dimenticanza è il lavoro del poeta.

La poesia, come la filosofia, dà alle nostre comunità la capacità di riflettere, di chiedere, di vedere quello che non vedono, di scoprire altre dimensioni del tempo, di riconoscersi negli altri, di comprendere la libertà e il valore della parola. È improbabile che i sistemi educativi cambino per accogliere la poesia e la filosofia come cammini di lettura, come potenze intellettuali ed estetiche. Quel lavoro, per fortuna, lo svolgono i poeti stessi, facendosi ascoltare alle fiere del libro, nelle presentazioni e là, dove si percepisce «l’aroma del covone”.

 

 

C’è profumo di casa di campagna

con gli archi a nervetto

i tufi in calore

i cavalli e gli asini nell’androne

le galline nel pollaio

i pomodori stesi a seccare

la salsa già pronta

per essere servita

e i bimbi che giocano

a saltarello nel cortile.

Il tutto senza spiegazione,

sparito nel nulla dell’agitazione,

frutto della globalizzazione umana.

Perché, Dio, è successo questo?

Nell’ormai prossima fine,

mancherà a tutti

l’aroma del covone.


[1] DOMENICO RUGGIERO nasce a Bitonto (BA) il 6 marzo del 1950, vive la sua giovinezza a Trani e compie la prima parte dei suoi studi diplomandosi al liceo classico “F. De Sanctis”. Si iscrive all’università di Bari e si laurea in ingegneria Elettrotecnica. Nel 1980 si trasferisce a Pordenone e si dedica all’insegnamento presso L’ITIS “J. F. Kennedy”. Già esperto nel gioco del BRIDGE, nel 1996 è nominato dalla F.I.G.B. “Precettore” del gioco del bridge a scuola, nell’ambito delle iniziative intercorse tra il ministero della pubblica istruzione e il C.O.N.I. Interviene con tale qualifica in corsi sperimentali presso gli Istituti Superiori, portando la propria esperienza al servizio degli studenti che apprendono il dono della logica e della riflessione, nonché l’arte della comunicazione, con favorevole beneplacito delle Autorità scolastiche. Ha maturato nel corso del tempo la consapevolezza di un pensiero filosofico attraverso il dono della poesia. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni poetiche. Alcune sue poesie si ascoltano su Rai 1 Radio Zapping. In esergo, la poesia dal titolo «Il sogno di chi spera» pubblicata in www.pittori.it.gg, nella sezione “DOMENICO RUGGIERO – POETA”.    

 


Tempo sprecato per la cultura (wasted time for culture)  
   
Button "Mi piace" Facebook  
   
Pubblicitá  
   
Guida al sito (Guide to the site)  
  Ogni giorno, quasi, il sito Vi propone qualcosa. Quindi continuate a visitarlo.... se potete... regolarmente. VOTATELO!!!!
IN CONTINUA EVOLUZIONE.
 
Le pagine (pages)  
  Secondo il titolo della pagina... l'argomento inserito è generalmente ... unico.
Ma le pagine non sono statiche. Variano con aggiunte.

N.B.
Il materiale inserito è scaricabile, ma ricordatevi di CITARE la fonte.
....................................................
DIRITTI D’AUTORE – COPIARE È REATO!

Questo blog è dedicato alle mie poesie e alla cultura , sono da considerarsi opere pubblicate ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l’autorizzazione dell’Autore. La riproduzione, anche parziale, senza l’autorizzazione dell’Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge. Si ricorda comunque che qualsiasi opera dell’ingegno è tutelata da Licenza CC, che esclude la riproduzione senza corretta attribuzione.
Molte immagini e notizie sono state prelevate dal Web. Se è stata violata qualche regola siete pregati di avvisare e saranno eliminati immediatamente. Grazie!
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07.03.2001.
 
AIUTI E CONSIGLI (help and advice)  
  Per ogni vostro suggerimento e/o aiuto vi ringrazierò perché è prezioso... per la cultura.
Datemene... e avvicinatevi al sito con tanta tranquillità.

tel. 347 6608889


domenico.ruggiero06@alice.it
 
=> Vuoi anche tu una pagina web gratis? Clicca qui! <=
347 6608889